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Il territorio

INTRODUZIONE STORICA

Il territorio che comprende l’agriturismo LE FONTI è stato strutturato nel passato da un sistema di insediamenti abitativi e rurali di antica origine. Nel Medio Evo, con lo svilupparsi del sistema feudale, basato su forme di economia di sussistenza, vennero privilegiati gli insediamenti di media e alta collina, utilizzabili per il pascolo e per i prodotti del bosco, e, nella fascia meridionale si misero a coltura terreni idonei alla vite, all’olivo, alle coltivazioni seminative e foraggere. In quest’epoca, era predominante la presenza dei Conti Guidi, che possedevano, in questo territorio, diversi castelli, oggi scomparsi. Nel corso del XIII sec. ( Basso Medio Evo) la popolazione iniziò ad abbandonare i borghi murati, per spostarsi nei nuovi villaggi a struttura “aperta”, tra i quali annoveriamo S. Brigida e l’abitato che si sviluppò vicino alla Pieve di Lubaco, testimoniato dall’attuale nucleo di Villa Masseto ( si trova a circa 300m in linea d’aria da Le Fonti) che ha mantenuto alcuni dei caratteri tardo-medievali. Quest’antico edificio, da molti secoli, è appartenuto a una celebre e potente famiglia fiorentina, i Guadagni, quasi sicuramente originari di questi luoghi. Affermati banchieri, ebbero importanti incarichi politici e militari a Firenze fino a circa la metà del XV secolo, quando Cosimo de’ Medici, il Vecchio, li costrinse all’esilio in Francia. Rientrati a Firenze agli inizi del XVII secolo, dopo aver accumulato notevoli risorse finanziarie e patrimoniali nel soggiorno in Francia, alla corte di ben quattro Re di Francia ( Enrico II, Carlo IX, Enrico III e Enrico IV ), acquistarono numerosi possedimenti a Firenze e nel territorio che circonda oggi l’agriturismo LE FONTI.

 

I CAMMINI CULTURALI 

 

LA VIA DEGLI DEI

Ad alcune centinaia di metri dall’agriturismo LE FONTI (in prossimità del Bivio delle 4 strade), si incontra un’antica via romana, costruita nel 187 a.C dal Console Caio Flaminio, per realizzare un importante collegamento transappenninico tra Bologna, Firenze, Arezzo e Roma, denominato all’epoca Flaminia Militare. Il nome di “Via degli Dei” deriva dal fatto che i Romani avevano dedicato a importanti divinità diversi luoghi o toponimi attraversati dall’antica strada, precedentemente utilizzata dagli Etruschi, quali Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).
Questo cammino è divenuto negli ultimi anni uno dei più graditi e frequentati percorsi da amanti del trekking a piedi, in mountain bike o a cavallo, tra Firenze e Bologna; in sole 5 tappe a piedi ( 2-3 gg in mountain bike) si può raggiungere Bologna, attraverso un cammino sicuro e attrezzato, godendo di paesaggi incantevoli e visitando importanti luoghi ricchi di testimonianze storiche, a stretto contatto con la natura. La deviazione dalla Via degli Dei, in prossimità dell’Alberaccio, permette di raggiungere attraverso la Via delle Croci, l’agriturismo LE FONTI in circa 10 minuti.

 

IL CAMMINO DI DANTE

Le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ( 1321 ) hanno reso questo cammino culturale, finora poco conosciuto, uno dei percorsi storici più attrattivi a livello nazionale e internazionale. Si tratta di un percorso culturale, artistico, storico, filosofico e spirituale tra le antiche città di Firenze e Ravenna, nei luoghi in cui il Padre della Cultura e della Lingua Italiana soggiornò per gran parte degli ultimi anni della sua vita. I circa 380 km totali del percorso da Firenze a Ravenna sono suddivisi in 20 tappe, tutte dotate di specifiche segnaletiche orizzontali e verticali, con punti di ristoro e di ospitalità ben attrezzati, per ciascuna tappa. Lungo il percorso sono affisse parti significative della Divina Commedia, citazioni collegate e ispirate proprio ai luoghi che i camminatori attraverseranno.
Gli ospiti dell’agriturismo LE FONTI, possono accedere al Cammino di Dante in località Monteloro, dove si trova la Chiesa di S. Miniato in Pagnolle, chiesa del XIII secolo, che dista trecento metri dalla Villa dei Portinari, famiglia fiorentina che ha dato i natali a Beatrice; a circa 500 metri, si trova il “resede” della tenuta degli Alighieri, che qui avevano la casa di famiglia, dove Dante trascorse gli anni della sua gioventù. Questo luogo è uno dei punti topici della seconda tappa del Cammino di Dante, quando, lasciata Firenze alle proprie spalle, ci si dirige verso la Romagna, attraversando le colline che circondano Firenze, risalendo il Mugello fino a Marradi, immergendosi negli straordinari paesaggi delle Foreste Casentinesi (S. Benedetto in Alpe, uno dei borghi più belli d’Italia) e, poi scendendo verso la pianura e attraversando Dovadola, antico feudo dei Conti Guidi, si giunge nella straordinaria città di Ravenna, dove il poeta è sepolto.

 

I PAESAGGI E I VALORI NATURALISTICI

L’area protetta di Poggio Ripaghera e S. Brigida, nella quale si trova ubicato l’Agriturismo “LE FONTI”, si estende per 817 ettari, inglobando al suo interno, un territorio ricco di storia sociale, di storia del mondo naturale e del patrimonio artistico- monumentale. In particolare l’area comprende i versanti meridionali ed occidentali di Poggio Ripaghera (914 mt), Poggio Abetina (857 mt) e Monte Rotondo (773 mt), includendo ad oriente la fresca e ombrosa Valle dell’Inferno.
I boschi sono caratterizzati da faggete, castagneti, quercete, abeti americani, che si trovano nella parte più alta mentre nella parte più bassa dell’area si trovano cerri, carpini neri, pini e numerose specie di arbusti tipici della macchia mediterranea. Questi boschi sono attraversati da numerosi sentieri ben segnalati che permettono ai visitatori dell’agriturismo, di fare piacevoli e lunghe escursioni in assoluta sicurezza.
Nella parte meridionale dell’area, si trovano estesi prati-pascolo che si intervallano a olivete e vigneti, i cui prodotti sono di elevata qualità. Dal punto di vista naturalistico, l’area protetta racchiude in uno spazio relativamente ristretto, ambienti forestali molto diversi tra loro, arricchiti da una flora e fauna di grande interesse. Nel cuore dell’area protetta si trova una vera e propria rarità botanica, costituita da una delle due uniche “stazioni” italiane di conservazione del “Cistus Laurifolius”, o Fiore della Madonna, così denominato perché il sentiero dove lo si incontra, porta al Santuario della Madonna del Sasso; sullo stessa mulattiera si incontra il Liriodendro o Albero dei Tulipani. Questo è un albero di grandi dimensioni, a volte supera i 30 m di altezza, appartenente al genere delle Magnoliacee; è chiamato così perchè ha un’infiorescenza a coppa, simile esteriormente a quella del tulipano. Percorrendo queste antiche mulattiere, si attraversa un castagneto secolare sapientemente recuperato che offre scorci paesaggistici straordinari. In questi boschi, che circondano l’agriturismo LE FONTI, sono conservate anche  interessanti costruzioni, denominate “burraie”: si tratta di piccoli edifici in pietra, privi di finestre, quasi sempre parzialmente interrati e con una caratteristica apertura per l’aria posta sopra la porta di ingresso. Usate soprattutto tra il 1750 e il 1950 circa, le burraie erano composte da uno o due ambienti, dove la fresca acqua proveniente da una vicina sorgente fluiva in vasche e vaschette per la manipolazione e conservazione del burro.

 

IL PATRIMONIO STORICO-MONUMENTALE NEL TERRITORIO

Villa La Rocchetta

Elegante edificio seicentesco dalle forme medicee, caratterizzato dalla presenza del giardino a terrazza, tipico dell’antica organizzazione agraria con esempi di coltivazioni ormai cadute in disuso. Appartenuta alla Famiglia Brunaccini fin dal 1580, La Villa mantenne ininterrottamente la loro proprietà fino al 1801. Intorno alla Villa, fu organizzata un’ampia proprietà composta da circa 5 poderi, più un mulino ed alcuni appezzamenti boscati che distano in linea d’aria 500 metri dall’agriturismo LE FONTI. La villa e il suo giardino sono visitabili, previo prenotazione, da parte degli ospiti dell’agriturismo LE FONTI.
Villa di Masseto
Eretta nel XV secolo, la Villa di Masseto è stata costruita intorno a un’antica torre di osservazione, risalente all’XI secolo, ed è la casa natale della famiglia Guadagni, nobile famiglia fiorentina trasferitasi proprio a Masseto alla fine del XII secolo. La famiglia Guadagni aderì alla parte guelfa, e parteciparono alla battaglia di Monteaperti, dove, i Guelfi furono sconfitti ed esiliati per diversi anni da Firenze, per rientrarvi nel 1281, diventando ricchissimi banchieri.
Pieve di S.Martino a Lubaco
Si trova all’incrocio con l’antica strada che collegava gli insediamenti di Monteloro, Pagnolle, S. Brigida, Fornello, Doccia e Montefiesole. L’edificio fu costruito sulle fondamenta di una chiesa minore più antica e acquisì il titolo di Pieve solo nel 1526. Presenta una pianta a capanna in stile romanico priva di colonne (demolite nel XVIII secolo). La sobria costruzione presenta un’unica navata chiusa da un’abside, sul fondo della quale troviamo una copia di una tela di Benedetto da Empoli, raffigurante l’Annunciazione

 

Pieve di S.Giovanni Battista a Monteloro

La chiesa è ricordata per la prima volta in una bolla di Celestino II del 1143. La Pieve, appartenente ai vescovi di Fiesole, fin dal Medioevo, ha origini romaniche. Nelle vicinanza della Chiesa è ancora possibile osservare i resti dell’antico Castello di Monteloro.

 

Castello del Trebbio

Il Castello fu costruito a partire dal 1184 dalla famiglia de’ Pazzi. Probabilmente edificato intorno a un nucleo originario ha assunto gran parte dell’aspetto attuale tra XII e XIII secolo. La sua posizione su un crinale ripete, in tono minore e quasi con ossequio, quella della grande fortezza che i Guidi avevano eretto sul Monte delle Croci. Proprio all’interno del Castello del Trebbio, pare che la nobile famiglia fiorentina abbia preparato la famosa Congiura de’ Pazzi volta ad eliminare Giuliano e Lorenzo de’ Medici, il giorno 26 aprile 1478.

 

Castello di Torre a Decima

Il Castello di Torre a Decima sorge nel cuore dell’antico feudo dei conti Guidi, ai piedi del monte delle Croci, nei pressi di Molino del Piano. L’imponente maniero all’estinzione della famiglia Saltarelli, a metà del XV secolo, passò in proprietà ai Salviati e ai Pazzi che ne rimasero padroni fino alla metà del secolo scorso. L’edificio, che risale al XII-XIII secolo, conserva tutt’oggi l’antica torre e tracce della fortificazione medievale. Nel XV secolo l’interno venne abbellito da porticati e loggiati in stile rinascimentale, mentre il perimetro murato fu a sua volta circondato da massicce opere bastionate in pietra.

 

Pieve di S. Brigida

L’edificio presenta una semplice facciata a due spioventi con unico portale sormontato da finestra. La chiesa sorge, secondo la tradizione, sulla grotta in cui Santa Brigida si ritirò in eremitaggio intorno al X secolo.

 

Santuario di S.Maria delle Grazie al Sasso

Il Santuario si trova al di sopra del paese di S.Brigida a un’altitudine di 565 m sul crinale a sud-ovest di Monte Giovi, immerso tra boschi cedui di castagno, pini e roverelle e fa part dell’area protetta; è raggiungibile attraverso un facile sentiero dall’agriturismo LE FONTI in circa un’ora di cammino. Tra il 1484 e il 1485 la Madonna apparve più volte a due pastorelle di nome Ricovera, ammonendo di “far sapere al Clero fiorentino e al Popolo che la Madre celeste invita tutti a ritornare a leggere e meditare il Vangelo”, chiedendo anche che in quello stesso luogo fosse eretta una Chiesa perché, disse alle due sorelline Ricovera: “Qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su quanti me le chiederanno”.
Il popolo che abitava quei luoghi non credeva a tale storia raccontata dalle due pastorelle; ma il 22 agosto 1485 La Madonna, con in braccio il bambin Gesù, apparve a tutto il popolo, lì riunito sotto la guida delle pastorelle. Questo evento sciolse tutti i dubbi sulle precedenti apparizioni e dette l’impulso decisivo alla costruzione del Santuario, il cui completamento avvenne nel 1504.